Capelli crespi: cause e rimedi per una chioma disciplinata
Il phon è appena tornato nel cassetto e la piega sembra uscita dal parrucchiere. Poi una mattina di nebbia, dieci minuti a piedi fino all’ufficio, e nello specchio dell’ascensore ritroviamo una nuvola di fili sollevati intorno al viso. Perché i capelli diventano crespi? Dalla poca idratazione al calore di piastra e phon, fino all’umidità dell’aria, approfondiamo le cause per trovare i rimedi per i capelli crespi.
Cosa sono i capelli crespi e perché si formano
Lo strato più esterno del capello si chiama cuticola ed è fatto di piccole scaglie sovrapposte, come le tegole di un tetto. Quando sono chiuse e ben distese riflettono la luce, e le ciocche scivolano l’una sull’altra. Quando si sollevano, il capello diventa ruvido al tatto e le fibre si separano, ognuna per conto suo. Quell’alone di fili che vediamo allo specchio è il crespo.
Le cause dei capelli crespi possono essere diverse ma tutto parte da una considerazione: poiché dalla cuticola sollevata dipende anche la porosità, cioè la facilità con cui il capello assorbe l’acqua, un capello poroso lo fa in fretta e la perde altrettanto in fretta, così si gonfia a ogni cambio di tempo. Sui capelli provati da colorazioni e piastre, poi, aumentano le cariche elettriche negative.
Quali sono le cause principali
Spesso si sommano più fattori: il calore eccessivo di piastra e phon può danneggiare la cuticola, e a rendere la fibra più porosa sono anche le decolorazioni ed eventuali altri trattamenti chimici. Il capello assorbe così più facilmente l’umidità dell’aria, si gonfia e può perdere la piega.
Anche la struttura, cioè la forma naturale del capello, ha una sua influenza: sulle chiome mosse e ricce l’effetto crespo può essere più evidente e accentuarsi con l’umidità, lo sfregamento e i trattamenti. Capita spesso, per esempio, che una chioma mossa e già secca venga schiarita dal parrucchiere e poi lisciata ogni mattina con la piastra: i fattori, a quel punto, sono quattro, e ciascuno lascia un proprio segno diverso sulle lunghezze.
Mancanza di idratazione
Un capello che appare secco può avere una superficie ruvida e poco lubrificata: la sensazione di secchezza non dipende soltanto dalla quantità d’acqua al suo interno. Se la fibra è danneggiata, può assorbire più facilmente l’umidità dell’aria, gonfiarsi e diventare più crespa.
Capelli crespi e secchi vanno di pari passo, soprattutto sulle lunghezze. Il sebo, l’olio naturale prodotto dal cuoio capelluto, scende lentamente verso le punte, e sulle chiome lunghe o mosse ne arriva pochissimo. Dopo mesi di sole, mare e cloro le lunghezze sono ancora più secche: per i capelli provati dalle vacanze abbiamo raccolto i rimedi per capelli secchi e crespi dopo l’estate.
Calore e trattamenti chimici
Piastra, phon e arricciacapelli sono la causa più comune dei danni alla cuticola: il calore, ogni mattina sulle stesse ciocche, solleva le scaglie e le rende fragili.
Colorazioni, decolorazioni, permanenti e lisciature possono modificare la fibra e danneggiare la cuticola. Poiché però i capelli decolorati tendono a essere più porosi, assorbono più acqua e diventano più crespi di quelli naturali. Nei mesi freddi, quando l’aria è più secca, i dermatologi consigliano di fare un ritocco ogni otto-dieci settimane e un solo trattamento per volta.
Umidità e clima
Le proteine del capello sono tenute insieme anche da legami deboli, i legami idrogeno, che si sciolgono e si riformano con l’acqua e con il calore. Appena l’umidità sale, l’acqua si lega di nuovo alle proteine e la ciocca torna com’era.
Per i capelli crespi, l’umidità di agosto è la prova più dura, e al mare ci si mettono anche salsedine e sole. D’inverno si passa di continuo dalla pioggia della strada al caldo secco dei termosifoni, e le ciocche cambiano forma a ogni sbalzo. E per chi non lo sapesse, anche sciarpe e cappelli di lana, sfregando, fanno il resto con l’elettricità statica.
Come riconoscere il crespo strutturale da quello stagionale
La forma naturale del capello può favorire un effetto crespo persistente, mentre umidità, aria secca e abitudini di cura possono accentuarlo in alcuni periodi. Questi fattori spesso si sovrappongono: anche una chioma naturalmente riccia può risentire dei trattamenti e dei cambiamenti del clima.
Osservare quando compare il crespo può aiutare a capire cosa lo accentua, ma non basta per stabilirne con certezza la causa. Se interessa soprattutto le lunghezze decolorate e le punte, può esserci anche un danno accumulato. Il confronto con i primi centimetri vicino alla cute, la parte più recente del fusto, offre un indizio in più.
Rimedi efficaci contro il crespo
Per i capelli crespi, rimedi e prodotti cambiano a seconda della causa, ma l’ordine in cui usarli è quasi sempre lo stesso: si parte dal lavaggio, si passa ai trattamenti che nutrono le lunghezze e si chiude con lo styling.
Shampoo e balsamo senza solfati
I solfati sono tensioattivi, cioè le sostanze che fanno schiuma e portano via il sebo. I più energici, come il Sodium Lauryl Sulfate, puliscono a fondo ma lasciano sul capello più cariche negative, così lavaggio dopo lavaggio le ciocche si respingono di più.
Meglio uno shampoo sulfate free, o con tensioattivi delicati, da massaggiare sul cuoio capelluto: alle lunghezze basta la schiuma che scende con il risciacquo. Dopo ogni lavaggio tocca al balsamo, che contiene sostanze a carica positiva: neutralizzano quelle negative e distendono le scaglie.
Maschere, oli e trattamenti proteici
Una o due volte alla settimana il balsamo si può sostituire con la maschera, che è più concentrata e va lasciata in posa qualche minuto in più. Sulle chiome colorate o decolorate meglio prevedere un trattamento proteico al mese: le proteine idrolizzate, cioè ridotte in frammenti piccoli, si depositano nei punti in cui il capello è rovinato.
Con gli oli è importante il momento in cui si mettono. L’olio di cocco penetra nel capello e riduce l’acqua che assorbe, quindi va sulle lunghezze prima dello shampoo; l’argan si usa a piega finita, poche gocce sulle punte, quando i capelli restano secchi anche dopo il balsamo. Tra gli oli specifici per nutrire il capello crespo ci sono formule più ricche e altre più leggere.
Sieri anticrespo
Il siero è l’ultimo passaggio. Si stende sulle lunghezze, umide o asciutte, e lascia un velo sottile che protegge il capello dall’umidità. Come anticrespo, capelli fini e corti ne richiedono poche gocce, quelli lunghi e spessi qualcuna in più. Il leave-in, cioè il balsamo da lasciare in posa, funziona in modo simile, e per le lunghezze più rovinate ci sono anche i trattamenti intensivi per disciplinare la chioma.
Come asciugare e acconciare senza aggravare il crespo
Appena usciti dalla doccia tamponiamo le lunghezze con l’asciugamano, premendo invece di strofinare. Sui ricci va bene anche una vecchia maglietta di cotone, più liscia della spugna, che solleva meno le scaglie. Prima del phon si spruzza il termoprotettore; per gli altri accorgimenti c’è la guida su come proteggere i capelli dal calore in asciugatura.
Il phon va usato alla temperatura più bassa e con il beccuccio montato, puntando il getto dalle radici verso le punte, nello stesso verso delle scaglie. Con i ricci si usa il diffusore, e finché sono umidi conviene toccarli il meno possibile. Per pettinarsi meglio un pettine a denti larghi. La sera, prima di andare a letto, una treccia lenta e una federa di seta o di raso riducono lo sfregamento sul cuscino.
Tabella prodotti consigliati per fase (detersione, nutrimento, styling)
La tabella raccoglie alcuni prodotti da avere a portata da mano in bagno, suddivisi in base alle fasi, tenendo presente che le dosi cambiano con lunghezza e spessore.
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Fase |
Prodotto |
Cosa cercare |
Quando si usa |
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Detersione |
Shampoo delicato |
Formula sulfate free o con tensioattivi delicati |
A ogni lavaggio, sul cuoio capelluto |
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Detersione |
Balsamo |
Sostanze condizionanti, alcoli grassi come Cetyl e Stearyl Alcohol |
Dopo ogni shampoo, su lunghezze e punte |
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Nutrimento |
Maschera |
Formula ricca, da lasciare in posa |
Una o due volte alla settimana, al posto del balsamo |
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Nutrimento |
Olio |
Olio di cocco, olio di argan |
Il cocco prima dello shampoo, l’argan a piega finita |
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Nutrimento |
Trattamento proteico |
Proteine idrolizzate |
Una volta al mese, su capelli colorati o decolorati |
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Styling |
Termoprotettore |
Spray o crema per phon e piastra |
Prima di ogni asciugatura con il calore |
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Styling |
Leave-in |
Crema o spray da lasciare in posa |
Sui capelli umidi, da metà lunghezza alle punte |
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Styling |
Siero anticrespo |
Siliconi come il dimeticone |
A fine piega, poche gocce sulle lunghezze |
FAQ
Perché i capelli diventano crespi con l’umidità?
Perché l’acqua dell’aria entra nel capello e si lega alle sue proteine: la ciocca si gonfia, torna alla forma di partenza e la piega si perde. Se la cuticola è rovinata ne entra di più, e il gonfiore è irregolare.
Come eliminare l’effetto crespo dai capelli?
Si può fare anche lasciando la piastra nel cassetto. Shampoo delicato e balsamo a ogni lavaggio, una maschera alla settimana, poi leave-in o siero sulle lunghezze e phon a bassa temperatura, con il getto verso il basso. Nelle giornate umide una treccia morbida tiene in ordine le ciocche.
Crespo o capelli mossi: come si riconoscono?
Conviene guardare una ciocca da vicino, quando è asciutta. Il mosso ha una forma precisa: un’onda morbida che scende lungo la ciocca e si ripete più o meno uguale dalla radice alle punte. Il crespo è un velo di fili corti e sollevati sopra la superficie, più fitto intorno al viso e sulle punte, che aumenta nei giorni di pioggia.
Quali prodotti evitare con i capelli crespi?
Meglio lasciare sullo scaffale gli shampoo con tensioattivi aggressivi, come il Sodium Lauryl Sulfate, se i lavaggi sono frequenti. Se si usano tanti prodotti uno sopra l’altro, uno shampoo purificante una o due volte al mese elimina i residui. Per legarli, meglio gli elastici rivestiti.
Quanto conta il taglio?
Conta soprattutto per le punte, che sono la parte più vecchia del capello. Quando si aprono in doppie punte assorbono più acqua e si gonfiano per prime, e una spuntatura toglie il tratto rovinato. Il taglio cambia la forma della chioma, la texture resta quella di sempre.
